| mag 05 |
Archivio 'news'Isterectomia: ablazione endometrio aumenta il rischioL’ablazione endometriale al di sotto dei 40 anni è connessa ad un aumento del rischio di susseguente isterectomia. La distruzione dell’endometrio tramite ablazione è emersa quale alternativa minimamente invasiva all’isterectomia, ed è stato recentemente dimostrato che i tassi di successo e complicazioni delle tecniche più recenti le rendono più efficaci rispetto a quelle di prima generazione, benché siano stati considerati pochi dati sui tassi di isterectomia oltre i due anni. Senza un monitoraggio a lungo termine è difficile poter assicurare alle pazienti che le tecniche di ablazione endometriale possano sostituire l’isterectomia, o anche solo ritardarla. L’età comunque risulta più importante del tipo di procedura applicato o della presenza di leiomiomi nella previsione di susseguenti isterectomie a seguito di ablazione endometriale. Questa tecnica consente la conservazione dell’utero in più dell’80 percento delle donne con menorragia al di sopra dei 45 anni sino ad otto anni dall’intervento: al di sopra dei 40 anni, la probabilità di isterectomia è del 40 percento, ma sono necessari ulteriori studi con un monitoraggio più prolungato per determinare se l’ablazione endometriale possa rimpiazzare l’isterectomia nelle donne al di sotto dei 40 anni. (Obstet Gynecol. 2008; 112: 1214-20) |
| mag 05 |
Archivio 'news'Deficit vitamina D aumenta rischio parto cesareoGinecologia ed ostetricia-patologie della gravidanza e gestosi Il deficit di vitamina D in gravidanza è associato ad un aumento del rischio di parto cesareo primario. A metà del ventesimo secolo il decesso per “rachitismo pelvico” all’atto del parto era comune. Benché il rachitismo sua virtualmente scomparso con la scoperta della vitamina D e del suo ruolo ormonale, recenti studi suggeriscono che il deficit di vitamina D sia diffuso nelle nazioni industrializzate. Una scarsa performance muscolare è un sintomo tipico di questa ipovitaminosi, ed attualmente negli USA i tassi di parto per taglio cesareo sono ai massimi storici. E’ ora necessario uno studio clinico randomizzato per determinare se un’adeguata somministrazione di vitamina D in gravidanza fino ad aumentarne i livelli ematici al di sopra delle 37,5 nmol/l possa ridurre il tasso di parto cesareo. (J Clin Endocr Metab online 2008, pubblicato il 23/12) |