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Partorire senza dolore | Stefano Landi

Partorire senza dolore

Una delle esperienze più coinvolgenti e gratificanti della tua vita è certamente la nascita di un figlio.
Questo evento così significativo dovrebbe svolgersi nel modo più piacevole e sicuro per te e per il bimbo: il team formato dal ginecologo, dall’anestesista e dall’ostetrica intende aiutare te, il tuo partner e il tuo bambino a raggiungere questi obiettivi.
Ogni donna vive il travaglio di parto a modo suo, e ogni successivo travaglio viene percepito diversamente dalla stessa donna. Il dolore avvertito in travaglio è varia da persona a persona: il dolore che tu avverti è diverso per qualità e quantità da quello percepito da altre donne. 
Ciò dipende da fattori quali il livello di tolleranza al dolore, la posizione e le dimensioni del bimbo, l’elasticità dei tuoi tessuti, la durata del travaglio, la forza delle contrazioni, il tuo livello di ansia.
Alcune donne vivono benissimo il travaglio senza necessità di alcuna tecnica antidolorifica.
Altre ritengono adeguato il sollievo fornito dalle tecniche di respirazione e rilassamento apprese durante i corsi di preparazione al parto.
Molte mamme non sono più d’accordo con l’idea che il parto sia “naturale” soltanto se gestito senza farmaci, e stanno scegliendo di ricevere sollievo dal dolore durante il travaglio, in modo da vivere l’esperienza della nascita in modo più confortevole

In alcuni ospedali particolarmente sensibili, fra cui quello in cui lavoro, è possibile partorire spontaneamente controllando iI dolore con la tecnica dell’analgesia peridurale.

L’eliminazione del dolore ed conseguente rilassamento della madre possono favorire iI decorso del parto con un notevole vantaggio per il nascituro e lascia un gradevole ricordo alla madre.

Analgesia e anestesia.


L’analgesia è la diminuzione o l’assenza di sensazioni dolorose.
Per anestesia si intende invece un blocco più intenso di tutte le sensazioni e della possibilità di compiere movimenti. Devi sin da ora essere certa che i tuoi medici ti somministreranno farmaci analgesici in quantità minime e nelle fasi del travaglio migliori per rispettare la sicurezza ed il benessere tuoi e del tuo bimbo. Tra le varie opzioni possibili nell’ambito dell’analgesia in travaglio, abbiamo scelto l’analgesia epidurale o peridurale, e di questa parleremo qui avanti.

Analgesia epidurale.

Consiste nel blocco farmacologico della sensazioni dolorose che, prodotte nell’addome, nel collo dell’utero, nella vagina, attraverso nervi che passano nella colonna vertebrale, raggiungono il cervello.
Il blocco analgesico epidurale diminuisce le sensazioni provenienti dalle aree inferiori del tuo corpo, mentre tu rimani sveglia e cosciente.
Il momento giusto per iniziare l’analgesia epidurale varia da donna a donna, e verrà valutato dal ginecologo e dall’anestesista in relazione alle tue sensazioni, alla tua salute, a precedenti esperienze anestetiche, al progredire del travaglio e alla situazione del bambino.
Il blocco epidurale viene realizzato nella parte bassa della schiena. Tu starai seduta oppure sdraiata sul fianco mentre l’anestesista, dopo avere disinfettato la cute, praticherà una piccola anestesia locale. Un ago speciale viene quindi posizionato nello spazio epidurale appena all’esterno del sacco spinale.

L’anestetico e I’analgesico vengono iniettati nello spazio esterno alle meningi spinali a livello della colonna vertebrale lombare. Di regola I’iniezione non è molto dolorosa perchè viene prima anestetizzato il punto in cui verrà effettuata.

Per poter meglio controllare I’effetto anestetico si inserisce un sottile tubicino nello spazio peridurale facendolo passare attraverso un ago. Dopo rimozione dell’ago, attraverso il catetere, si possono somministrare, ripetutamente o in modo continue, anestetici locali e/o analgesici.

L’analgesia peridurale può diminuire I’attività contrattile dell’utero e perciò rendere necessaria I’infusione di farmaci che aumentino le contrazioni o addirittura sia necessario una rapida conduzione a termine del parto con trattamento chirurgico. Questa analgesia può affievolire anche il bisogno di spingere, e per questo motive i parti in analgesia peridurale rendono più frequente il bisogno di una ventosa ostetrica o di un forcipe; il loro impiego viene però facilitate considerevolmente dall’analgesia.

 

VIDEO (in inglese)

Domande frequenti

Che rischio c’è con l’analgesia perdurale e quali sono gli effetti collaterali?

Prima, durante e dopo l’analgesia vengono controllate le Sue funzioni vitali per prevenire complicazioni che potrebbero manifestarsi come conseguenza del parto, delle procedure ostetriche e dell’analgesia. Di seguito elenchiamo le complicanze possibili, in ordine decrescente di frequenza.

 

a) Gli effetti collaterali indesiderati degli anestetici, degli analgesici o di altri farmaci somministrati (per esempio prurito e nausea) possono manifestarsi soprattutto in caso di ipersensibilità (allergie) o aumentato assorbimento (tossicità sistemica), sulle quali l’anestesista raccoglie informazioni con il questionario ed il colloquio.

Più raramente si verificano reazioni cardiovascolari (es. caduta della pressione sanguigna, difficoltà respiratorie, rallentamento del battito cardiaco), che nella maggior parte dei casi possono essere rapidamente controllate.

b) E’ poi possibile che si verifichi una complicanza rappresentata dalla puntura dell’ago in spazio spinale. In questo caso un’analgesia parziale viene egualmente assicurata iniettando in spazio spinale analgesici in dosi ridotte. Un frequente effetto collaterale di questa complicanza e una cefalea: nelle forme lievi il trattamento si limita al riposo a letto per alcuni giorni ed idratazione, mentre nelle forme più gravi può essere necessario un trattamento particolare chiamato “bloodpatch” (iniezione di sangue proprio nello spazio peridurale).

c) Insuccesso dell’analgesia. E’ possibile una analgesia insufficiente o incompleta per varie cause (dosaggio insufficiente dell’anestetico, malposizionamento del sondino peridurale, problemi anatomici, ecc.). in tale caso potranno essere avvertiti sintomi legati alla procedura del travaglio di parto.

d) In casi eccezionali può essere necessaria una rapida conduzione a termine del parto, eventualmente mediante taglio cesareo.

 

e) Ematomi, emorragie gravi e infezioni a livello del punto di iniezione sono rari, e rendono necessario il trattamento chirurgico solo in casi eccezionali.

f) E’ rarissima l’eventualità di infezioni generalizzate (sepsi).

g) Lesioni nervose temporanee o permanenti, che possono dare disturbi della sensibilità, sono rare; possono svilupparsi paralisi temporanee agli arti inferiori causate da compressioni o stiramenti verificatisi durante le fasi del travaglio; tuttavia nella maggior parte dei casi regrediscono spontaneamente in pochi mesi.

h) Le paralisi permanenti in seguito a lesioni nervose, ematomi o gravi infiammazioni (meningiti) sono estremamente rare.

i) Puo’ essere quasi del tutto escluso il verificarsi di lesioni dirette del midollo spinale, poichè questo termina in genere al di sopra del punto di iniezione ( vedi fig.2 ).

 

In quanto tempo fa effetto il blocco epidurale?

Considerando che i farmaci devono essere assorbiti da numerosi nervi, l’avvio dell’analgesia è graduale. Il sollievo dal dolore inizia ad essere avvertito dopo 5-15 minuti dall’iniezione dei farmaci.

 

Che sensazioni avrò quando l’analgesia sarà attiva?

La diminuzione delle sensazioni dolorose è veramente notevole, mentre viene conservata la sensazione di indurimento e di pressione associata alle contrazioni. Anche le visite ostetriche vengono percepite man mano che il travaglio progredisce. In relazione alla situazione clinica complessiva ed alle condizioni del tuo bambino, l’anestesista regolerà il grado di analgesia per garantirti il miglior comfort possibile in relazione al travaglio e al parto.
Potresti anche avvertire temporanee sensazioni di anestesia e di pesantezza o strana leggerezza alle gambe. E’ essenziale che tu sin da ora sappia che non è possibile abolire completamente qualunque sensazione dolorosa mantenendoti sveglia e con la possibilità di muoverti.

 

Potrò muovermi?

Le particolari sensazioni prodotte dal blocco nervoso, dopo un breve periodo di adattamento, di solito non impediscono di camminare (aiutata dal tuo partner o dall’ostetrica), sedersi, vuotare la vescica normalmente.

 

Quanto dura il blocco epidurale?

Usualmente la durata dell’analgesia epidurale può essere prolungata per tutto il tempo opportuno, somministrando ulteriori piccole dosi di farmaci attraverso il catetere.
Verificando il continuo progredire del travaglio, l’anestesista provvede ad aggiustare e personalizzare le dosi dei farmaci.

 

Nel caso si debba procedere a un taglio cesareo, l’analgesia epidurale è sufficiente?

Se diviene necessario procedere a taglio cesareo ed è già stato posizionato un catetere epidurale, di solito è possibile per l’anestesista iniettare attraverso la stessa via ulteriori farmaci che convertono l’analgesia in una vera anestesia adeguata per l’intervento chirurgico.
Viene comunque conservata la possibilità di addormentarti, se la situazione clinica lo richiedesse nel tuo esclusivo interesse.

Quanto qui illustrato non esclude ovviamente la validità di altre scelte, né intende proporre modelli assistenziali o procedure con validità assoluta.